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Panico cinese

in Cosa succede nel mondo?/Perché l'economia fa girare tutto!

La borsa di Shanghai, la principale borsa valori cinese, è in caduta dal 12 giugno scorso.

Non ci sarebbe nulla di straordinario se in essa si vedesse un qualche segnale di ripresa. In realtà nell’ultimo anno la borsa di Shanghai era cresciuta tantissimo, del 150 per cento: vuol dire che, in media, il valore di un’azione in un anno era più che raddoppiato.

Dal 12 giugno di quest’anno invece è scesa di più del 30 per cento: si tratta di più di 3mila miliardi di dollari. Per dare un’idea di che cifre stiamo parlando: l’intero grande debito della Grecia è di circa 330 miliardi di dollari, circa un decimo. Ci sono interi mercati finanziari, come quello spagnolo o quello indiano, che valgono meno di quanto perso dalla Cina nell’ultimo mese.

La crescita della borsa di Shanghai dal giugno 2014 al giugno 2015:

Schermata 2015-07-08 alle 10.40.19 AM

 

Il calo dell’ultimo mese:

Schermata 2015-07-08 alle 10.39.54 AM
Fonte: Bloomberg
Oltre alla borsa di Shanghai, è stata coinvolta da questa crisi anche l’altra borsa cinese, quella di Shenzen, e quella di Hong Kong.

La condizione in cui si trova il mercato cinese sembra avere tutte le caratteristiche di una bolla finanziaria: i prezzi delle azioni nell’ultimo anno sono cresciuti moltissimo, senza particolari ragioni collegate ai risultati delle aziende. 

Il grafico dell’Economist qui sotto rende bene l’idea di quanto il mercato finanziario nell’anno scorso si sia distanziato dall’andamento del PIL cinese, quella che viene definita spesso come “economia reale” (GDP è il PIL in inglese).

Schermata 2015-06-29 alle 6.27.55 PM

Gran parte del boom della borsa di Shanghai è derivata dal ChiNext, l’indice che raccoglie le maggiori società tecnologiche della Cina: il corrispettivo di quello che è il NASDAQ per la borsa statunitense.

Gran parte degli analisti concordano nel trovare similitudini tra questa situazione e quella della bolla dei titoli “dotcom” del 1999, la cosiddetta “bolla della new economy”: una crisi finanziaria generata da un eccessivo entusiasmo per le nuove aziende digitali.

La spiegazione più diffusa è che a un certo punto nelle ultime settimane gli investitori devono avere pensato che i prezzi fossero troppo alti e hanno cominciato a vendere: ma in un mercato finanziario se molte persone si mettono a vendere, anche chi è abbastanza sicuro dei suoi investimenti preferisce vendere (è quella situazione che sui giornali viene descritta come “panico nelle borse”). 
Le autorità cinesi hanno fatto di tutto per evitare che si diffondesse il panico usando praticamente ogni strumento finanziario possibile e sono state sospese le contrattazioni di moltissimi titoli; oggi sono fuori dalle contrattazioni circa il 70 per cento delle azioni sulla borsa di Shanghai.

Come spesso accade il richiamo alla calma delle autorita’ ha scatenato il panico.

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