La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Tutte le donne di Bill Cosby

in Cultura è una parola grossa/Tra arte, spettacolo e musica

Le vicende riguardanti le accuse di violenze sessuali a carico dell’attore comico americano Bill Cosby si vanno sommando una sull’altra da mesi (ne avevo parlato qua). Per cercare di riassumere la situazione il New York Magazine ha deciso di fare un simpatico  riepilogo: nel numero in uscita questa settimana, ha messo in copertina 35 donne che hanno accettato di apparire pubblicamente.

Delle 46 che hanno accusato l’attore di molestie 35 compaiono sedute una accanto all’altra in una sequenza in bianco e nero.

Per ultima compare simbolicamente una sedia vuota, come invito esplicito alla denuncia e al coraggio di parlare delle proprie vicende di violenze. Trentacinque donne, 35 foto ma anche 35 interviste.

Storie diverse, situazioni diverse ma in comune le accuse all’attore oggi 78enne Cosby, che ora rischia un processo per pedofili in California in quanto una delle donne molestate aveva, all’epoca dei fatti, 15 anni.

Bill Cosby ottenne l’apice del successo con la serie I Robinson, sitcom statunitense prodotta dal 1984 al 1992, creata da lui stesso (tanto che all’inizio il titolo originale era “The Cosby Show”) e viene ricordato come uno dei più popolari attori e comici statunitensi degli anni Ottanta. Le accuse di abusi riguardano numerose donne e riguardano ben trent’anni (dagli anni Settanta ai primi anni Duemila). Lo stesso attore ha confessato di aver somministrato droga ad alcune di loro e di averle stuprate.

Scrive il New York Magazine: «Il gruppo di donne che Cosby ha assalito funziona come un duplice studio: ognuna ha una sua storia personale, ha dovuto gestire un trauma singolo per decenni combattendo con ingiustizie e pregiudizi, ma al tempo stesso ha una valenza collettiva, negli anni 60, quando si sono verificate le prime molestie da parte di Bill Cosby, la violenza sessuale era qualcosa di fuori dall’ordinario, l’assalto di uno straniero. Oggi le giovani donne hanno preso coscienza del fatto che la violenza è qualcosa di ordinario e che l’unico modo per combatterla è parlarne. Il non accettare di essere una vittima è il miglior modo per sconfiggere la sottomissione».

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