Giovani e discoteche? Italiani tra ipocrisie e droghe legali

in Cultura è una parola grossa

La chiusura del Cocoricò di Riccione successiva alla morte di un 16enne per overdose da ecstasy ha fatto esplodere una bufera sul mondo delle discoteche e sul modo di come i giovani sono soliti divertirsi. Angelino Alfano ha dichiarato: “Non possiamo rimanere a guardare i ragazzi distruggersi il cervello e rischiare la vita, se non addirittura perderla”.

I media si sono popolati di interviste madri, padri, ex tossici pentiti e perbenismi della domenica. Ma, volendo analizzare la situazione in maniera più razionale, non posso fare a meno di notare come, negli ultimi anni, le morti collegate all’assunzione di droghe non sono aumentate. La Relazione annuale 2014 della Polizia di Stato, mette in evidenza come  dal 1999 i decessi per intossicazione droghe sono calati del 70% da 1.002 a 344 nel 2013. E il decremento italiano rapportato con il resto d’Europa e’ molto consistente.

I decessi per intossicazione avevano subito un’impennata negli anni Ottanta e primi anni Novanta per poi diminuire progressivamente fino ai livelli attuali.

decessi uno

L’eroina si conferma lo stupefacente che causa il maggior numero di decessi seguito dalla cocaina dal metadone da altre sostanze come anfetamine e barbiturici. Il tasso di mortalità e’ un semplice indicatore, ma anche i dati dei consumi rivelano come le droghe “pesanti” stiano lentamente arretrando in Italia ed in Europa (anche se aumentano i consumi di droghe leggere).

In questa situazione, tutto sommato tranquilla, i numeri che preoccupano davvero sono in realtà le cifre relative al consumo di droghe legali: alcol ma soprattutto psicofarmaci e gioco d’azzardo.

Sull’alcool i numeri sono chiari. Nel 2012, gli incidenti stradali correlati ai consumi di sostanze sono risultati pari a 6.301, di cui 5.441 (86,4%) alcol correlati e solo 860 (13,6%) droga correlati. Negli ultimi due anni gli incidenti dovuti al consumo di alcolici sono aumentati in maniera consistente pari a +4,4% per gli incidenti, a +32,0% relativamente ai deceduti ed infine a +6,3% per i feriti.

Numeri? il consumo di psicofarmaci nel periodo 2000-2008, è aumentato del 310% e a guidare il gruppo tranquillanti e ansiolitici. E se i giovani italiani sono i primi in Europa nei consumi, il fenomeno e’ così esteso che oltre 5 milioni gli italiani che nel corso dell’anno vi hanno fatto ricorso (12,8%) e di questi più di 3 milioni sono donne. I sonniferi sono al secondo posto: li hanno utilizzati in 4 milioni (10%) senza differenze so¡stanziali tra i due sessi. Il consumo di antidepressivi tocca quota 2,2 milioni (5,5%) di assuntori.

Circa il 21% della popolazione soffre di disturbi sociali, di ansia o di depressione, contro una media europea dell’11,2%. Gli antidepressivi rappresentano una delle principali componenti della spesa farmaceutica pubblica. Ma un consumatore su quattro non consulta il medico prima di assumerli.

Se non bastasse a creare una vera e propria emergenza sanitaria, ma soprattutto sociale, c’e’ il gioco d’azzardo. In italia, quasi la metà (47%) della popolazione tra 15 e 64 anni, circa 19 milioni di persone, nel 2011 ha giocato almeno una volta: circa 2 milioni (11%) sono classificabili a basso rischio, 800mila (4,3%) a rischio moderato e 250mila a rischio problematico.

Italia e gioco d'azzardo
Italia e gioco d’azzardo

Numeri da capogiro, silenziosi, lontani dalle discoteche e dalle prime pagine dei giornali.

Meno rischiosi? Non credo.

8 Comments

  1. Lo stato non può farci niente, queste cose sono proibite e lo sanno. Io, proporrei un corso obbligatorio per tutti i ragazzi dai 14 anni in su, presso gli ospedali, nei reparti peggiori, gli ospedali psichiatrici, e in tutti quei luoghi dove possono vedere realmente quanto sia importante la salute del proprio cervello, e le conseguenze che assumere quelle schifezze comportano. ..

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  2. I giovani di oggi si trovano ad affrontare un mondo che è molto diverso da quello di qualche decina di anni fa. La madre di un ragazzo di allora si preoccupava che il figlio non tornasse tardi e che non frequentasse cattive compagnie e il massimo che poteva accadere era chepotesse iniziare a fumare “le sigarette” di nascosto. Oggi il ragazzo è esposto a 1000 rischi che una volta non esistevano ed è quindi giusto che la scuola, fin dall’inizio, abbia un ruolo primario nella divulgazione dei rischi delle varie droghe in circolazione. A parte quelli che muoiono ci sono quelli che si ritrovano col cervello fritto dopo una serata brava che credevano dovesse essere di puro divertimento.

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  3. La popolazione italiana matura è nervosa e scontenta e poco socievole. Uscire e camminare alle 2 di notte per le strade è una desolazione. Tutto chiuso. L’eccesso di proibizionismo non va bene. Episodi come questi eccessivi e tragici purtroppo sempre ci saranno. Ma saper lasciarsi andare, svuotare la mente e alleggerire le inibizioni non solo deve essere permesso ma è necessario all’uomo iper cerebralizzato e complicato. Tutto Il mondo lo fa, nord Europa, stati nord sud Americani, australiani africani orientali.. Basta non eccedere e dare regole. Poi episodi di eccesso o incidenti, sono e saranno inevitabili

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