La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

L’insostenibile leggerezza dell’Onu

in Cosa succede nel mondo?

La situazione dei migranti in Europa è sempre più grave. A breve non ci sarà più nessuno a combattere le guerre civili in Africa ed in Medio Oriente.

E mentre il Pentagono evidenzia come questa situazione potrebbe durare 20 anni, ancora una volta assistiamo in questi giorni allo show di un Europa dai molti volti: da un lato la Germania, in una sorta di impeto natalizio o in ricerca frenetica di manovalanza per l’Oktoberfest, che stanzia 6 miliardi di euro per la gestione dei migranti.

Dall’altro i controlli serrati e i reticolati dei confini ungheresi, i progetti di costruzione di muri e gli spray urticanti negli occhi di donne e bambini alla frontiera con la Serbia.

Tensioni a Budapest (Csaba Segesvari, Afp)
Tensioni a Budapest (Csaba Segesvari, Afp)

Pare che se piangono siano più convincenti.

Intanto il capo dell’ufficio di Ginevra delle Nazioni Unite Michael Moller avverte che almeno 4 milioni di profughi sono pronti a partire e arrivare in Europa se la comunità internazionale non fornirà sostegno e aiuti ai tre paesi confinanti con la Siria – e cioè Giordania, Libano e Turchia – dove ora vivono.

L’Onu invita tutte le nazioni ad agire. L’ultimo baluardo del mantenimento della pace? S’indigna, consiglia. Ma sottovoce.

Eppure secondo il Capitolo VII del proprio statuto l’ONU “può intraprendere, con forze aeree, navali o terrestri, ogni azione che sia necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale.

Tale azione può comprendere dimostrazioni, blocchi ed altre operazioni mediante forze aeree, navali o terrestri di membri delle Nazioni Unite”.

Ma la realta’ e’ ben diversa.

Budget annuo ONU. Fonte: ONU
Budget annuo ONU. Fonte: ONU

I problemi di bilancio dell’Onu (circa 75 volte inferiore a quello degli Stati Uniti) non sono sufficienti a spiegare questo atteggiamento di sufficienza e non possiamo che dedurre che, nell’odierna geopolitica della comunità internazionale, regna sovrana un’ipocrisia che è quasi più spaventosa dei crimini che ogni giorno vengono compiuti nel mondo.

Non si possono respingere gli aspiranti rifugiati, dice l’ONU. Ovvio.

Come il ritornello burocratico dell’accoglienza e dell’aiuto in loco. Certo, nessuno scappa di casa perché contento di farlo.

Sulla base dei recenti conflitti, l’anno scorso ben 51,2 milioni di persone sono rimaste sfollate dalla Siria al Sudan meridionale. Ben 6 milioni in più rispetto all’anno precedente e 1,2 milioni in più rispetto alla seconda guerra mondiale

Profughi e rifugiati nel mondo. Fonte: OXFAM

Ma come’e’ possibile aiutare i popoli in conflitto limitandosi a portare viveri e costruire campi profughi?

La realtà impone scelte e scelte forti che l’ONU non prende mai.

Eppure per almeno trent’anni (dagli anni ’50 agli anni ’80), con alti e bassi e alterne fortune, le Nazioni Unite hanno fatto sentire la loro voce sullo scacchiere internazionale tentando, qualche volta con successo, di restaurare la pace con l’uso delle armi in aree di crisi.

Poi finita la Guerra Fredda e la contrapposizione USA-URSS (che spesso aveva paralizzato il Consiglio di Sicurezza) invece di diventare quello che avrebbe sempre dovuto essere, l’Onu si e’ trasformato in un  gigante amministrativo, non più paralizzato dai veti incrociati delle grandi potenze, ma da una burocrazia priva di ogni potere.

Benvenuti nell’era di chi fa politica senza sporcarsi le mani, dal linguaggio elevato ma ostinatamente distanti dalle tragedie quotidiane.

Benvenuti nell’era dei videomessaggi che mostrano prigionieri uccisi, cristiani crocifissi, omosessuali gettati dai palazzi, attentanti in mezzo alle piazze. E gente che scappa. Fugge verso l’incognita di un mondo migliore, di una nuova casa, di un nuovo futuro.

Quanto sembrano lontani i tempi in cui L’Onu decideva le sorti delle nazioni, come nel 1950 quando la Corea del Nord invase la parte meridionale del Paese e appena 24 ore dopo le Nazioni Unite intervenirono portando all’armistizio ancora oggi in corso.

O come nel 1960 in Congo (oggi Repubblica Democratica del Congo) quando la rivolta dei secessionisti katanghesi in poche settimane causo’ massacri di connazionali e di cittadini stranieri e l’ONU intervenne pesantemente con la forza delle armi per ristabilire la pace. Il Segretario generale dell’ONU di allora, Dag Hammarskjöld, pago’ con il sangue il suo impegno per l’intervento.

Tutto questo non c’è più.

Nel 1994 le Nazioni Unite hanno assistito impotenti ai massacri del Rwanda e commesso errori imperdonabile in ex Jugoslavia macchiandosi di una delle più ignominiose azioni del Dopoguerra, il massacro di Srebrenica.

L’ONU tace sulla Siria, tace sull’Iraq, tace sui massacri in Nigeria e in Ucraina, come in altre parti del mondo. E intanto gli Stati Uniti si ergono a difensori dell’Occidente con il complice beneplacito di tutti noi.

E dire che basterebbe guardare bene le immagini della Grecia. Le mani tese degli immigrati a Kos, una delle più belle isole greche, a ridosso della Turchia. Persone che menano le mani per un tozzo di pane. Sequenze rimandate dalla Tv greca, che richiamano altre immagini dei campi profughi del Mali, Gibuti, Etiopia e Somalia.

Ma Kos è Europa. Le mani tese dei migranti, la loro rissa per sfamarsi, le sequenze di miseria e violenza, ci appartengono anche se non vogliamo. L’Europa ha dato prova di non saper affrontare l’emergenza aspettando che il problema esplodesse, incredibilmente ma imprevedibilmente?

E l’Onu, dov’è?

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15 Comments

  1. Perchè l’Obiettivo reale dell’ONU non è mai stato quello di “esportare” pace e democrazia,ma di proteggere gli interessi delle lobbie economiche,depredando e destabilizzando.Cacciatori-Raccoglitori erano e lo sono sempre stati!

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