La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Meritocrazia e Renzismo: la fine delle illusioni

in Cosa succede in Italia?

«Questo sarà un Paese dove trovi lavoro se conosci qualcosa, e non se conosci qualcuno».  Meritocrazia prima di tutto; così diceva Matteo Renzi il 12 novembre 2012, candidandosi alle primarie del Partito Democratico.

Si “meritocrazia” è, oggettivamente, una bella parola. Di quelle che nell’immaginario collettivo accendono fantasie quasi estreme.

Secondo la definizione sul vocabolario on line Treccani, si tratta di una “concezione della società in base alla quale le responsabilità direttive dovrebbero essere affidate ai più meritevoli”. Una sorta di società ideale oppure, più modestamente e realisticamente, una società in cui chi è veramente meritevole abbia la possibilità di accedere ai gradi più alti della scala gerarchica dei vari attori che compongono questa cosa pubblica immaginaria.

Diciamo che di principio potremmo considera la base di ogni organizzazione solida. Eppure in Italia da questo modello siamo piuttosto distanti.

Uno studio fotografa la situazione italiana parametrandola con i cugini europei.  Se le fonti dello studio sono diverse (Commissione Europea, Ocse, The Economist, World Justice Project e altri enti)  il risultato è negativo da tutti i punti di vista.

Fonte: Forum della Meritocrazia
Fonte: Forum della Meritocrazia

Dei paesi scandinavi si sapeva ma anche Spagna, Polonia, Francia, Austria sono lontane sia che si tratti di corruzione che della possibilità per chi viene da una famiglia povera di salire di livello nel grado di istruzione.

Peggio ancora le cose vanno sul fronte delle pari opportunità soprattuto per i giovani, e su quello della “libertà”, concetto quanto mai ampio, che comprende anche il grado di apertura dei mercati.

Fonte: Forum della Meritocrazia
Fonte: Forum della Meritocrazia

E’ sufficiente fare una piccola analisi delle più alte posizioni dello stato per notare quanto la meritocrazia in Italia sia un problema.

Qualche esempio? qualche tempo fa al Csm e’ stata eletta una tizia priva dei titoli (poi decaduta). Il Garante della privacy è un dermatologo. Nel governo Renzi c’è (c’era, ndr) una farmacista agli Affari regionali, un’imprenditrice della moda sottosegretario all’Istruzione e un laureato in Lettere viceministro dell’Agricoltura.

Ma la stessa laurea è un optional: alla Camera non è laureato il presidente della commissione Trasporti, al Senato quelli delle commissioni Finanze e Sanità. E la commissione Ambiente è presieduta da un odontoiatra.

Eppure, anche in questo contesto non del tutto roseo, è l’ultima infornata di nomine a destare più preoccupazione. In un ampia inchiesta il settimanale “L’Espresso” evidenzia come Renzi non solo ha messo sulle poltrone della società pubbliche fedelissimi e compagni d’avventura, ma anche personaggi senza curriculum adeguato, qualche indagato, esponenti dei vecchi poteri forti e perfino soggetti che hanno finanziato la sua fondazione Open.

Come Gabriele Beni industriale finanziatore di Open con 25 mila euro e dopo qualche settimana nominato dal governo vicepresidente dell’Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare controllato dal ministero dell’Agricoltura. Non male.

E se un trombato alle elezioni europee del 2014 dell’Ncd, Massimo Ferrarese, presidente della squadra di basket di Brindisi è stato nominato da poco presidente di Invimit – società del ministero dell’Economia che gestisce fondi immobiliari per miliardi di euro – senza nemmeno la laurea, nessuno ha avuto nulla da dire sulla nomina di Claudio Costamagna a presidente di Cassa depositi e prestiti.
Nonostante sia un fatto che l’ex Goldman Sachs abbia avuto rapporti stretti con Luigi Bisignani, il lobbista condannato per la maxitangente Enimont e la vicenda P4.

L’elenco delle nomine discutibili è lungo e lo trovate QUI o in edicola.

«La meritocrazia è l’unica medicina per l’Italia. Gli amici degli amici se ne faranno una ragione» ribadii Renzi ad Ottobre del 2013.

Per adesso gli unici a farsene una ragione siamo noi.

12 Comments

  1. Infatti la de micheli e’ stat NOMINATA sottosegretario all’ economia perche’ è andata in televisione, ripeto, in televisione a dire “”Quando una moneta viene svalutata del 30% il pil scende per la stessa percentuale “”: MA VI PARE POSSIBILE, E QUESTA CONOSCE QUALCOSA O CONOSCE BERSANI??

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