La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Calderoli e la dimensione della politica italiana

in Cosa succede in Italia?/Politica, politichese e politicanti

Roberto Calderoli è un personaggio noto nel panorama politico italiano. Ministro delle riforme istituzionali nel governo Berlusconi II, è da anni coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord. Calderoli è anche uno dei firmatari del disegno di legge elettorale, poi approvato il 21 dicembre 2005, successivamente definito “una porcata” dallo stesso Calderoli (solo tre mesi più tardi il 15 marzo 2006, durante il programma televisivo Matrix). 

Come non ricordarlo nelle sue frasi tipo  “quando vedo la Kyenge non posso non pensare ad un orango” riferita all’ex ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge o altri pezzi che rimarranno impressi nella storia tipo: “andremo a Bruxelles noi padani, porteremo un po’ di saggezza della croce a quel popolo di pedofili!” oppure: “accoltellarli è troppo, però due calci nelle palle ai gay li darei anch’io”.

Si sa per infiammare il popolo padano un po di durezza serve sempre: “La fogna va bonificata e visto che Napoli oggi è diventata una fogna bisogna eliminare tutti i topi, con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano“.

Ma si sa.. la misura di uno statista non si misura dalle parole ma dai fatti. E il buon Calderoli, che ancora oggi e’ vice presidente del Senato, ai fatti e’ passato seriamente. Con l’aiuto della tecnologia ha presentato 82 milioni di emendamenti (per l’esattezza 82.730.460) alla riforma Costituzionale, in esame dell’Aula del Senato della Repubblica. Per fare questo ha utilizzato un software di article spinning (metodo utilizzato solitamente per evitare le duplicazioni di testi) “che da un testo base è capace di ricavare decine di migliaia di varianti. Si cambia una parola, un articolo, un numero, e il giochino è fatto” come ha ammesso candidamente in un intervista. Retaggio di quando era ministro per la semplificazione?

Roberto Calderoli, allora ministro della semplificazione, da fuoco simbolicamente ad un muro di leggi inutili. Fonte: Milestone Media

Come ricorda la rivista Wired se si esaminassero tutti gli emendamenti a un ritmo frenetico (uno al minuto, 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, senza un attimo di sonno e senza pause pipì), il Senato impiegherebbe 157 anni e 4 mesi. Iniziando oggi, insomma, si finirebbe oltre il Capodanno 2173, giusto a ridosso del Carnevale: un po’ prima del 217esimo compleanno di Calderoli, che è di aprile, e che potrebbe dunque festeggiarlo a casa.

Calderoli un genio, commentano alcuni. No, è un coglione, rispondono altri. E la verità, come spesso accade, è soggettiva. Eppure guardando la vicenda da una prospettiva un po distaccata mi rendo conto che, sebbene non lo avessi mai immaginato, mi ritrovo a pensare con malcelata nostalgia ai Radicali, protagonisti indiscussi dell’ostruzionismo prima di restare fuori da Montecitorio e Palazzo Madama e di cedere il passo ai 5 Stelle. Che per rallentare i lavori utilizzano tecniche diverse, decisamente più analogiche, come l’occupazione dell’Aula o le lunghe maratone oratorie.

E mentre il ministro Boschi invoca “confronto, non algoritmi” e il buon Calderoli dichiara “Io blocco il Parlamento? Siete voi a essere scarsi”  (della serie tanto che avete di meglio da fare?) e si prepara ad un passo indietro, con la probabile revoca di buona parte degli emendamenti presentati, a seguito del dissenso generale all’iniziativa, non ci resta che accogliere il “cyberostruzionismo” nella politica italiana e sperare che fatti come questo non si ripetano in futuro.

Per le stronzate sono sempre al passo coi tempi.

25 Comments

  1. Ci dovremmo vergognare di avere in parlamento personaggi del genere, che fanno sprecare soldi e tempo solo per dimostrare di esserci. fanno venire voglia di abolire non solo il Senato ma anche la Camera. Nessuno di tutti i tromboni che stanno discettando dentro i sacri palazzi sel Senato ha provato a pensare che cosa ne pensano i cittadini.

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