La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Bugie, soldi & motori diesel

in Cosa succede nel mondo?/L'unico mondo che abbiamo

Che respirare l’aria prodotta dai tubi di scappamento di un autovettura non facesse bene, beh quello un po’ ce lo aspettavamo. Ma lo scandalo Volkswagen, teatrino  di questo inizio di autunno 2015, ha aperto un dibattito mondiale a proposito dei motori diesel. E non solo.

L’argomento viene affrontato dai più importanti media mondiali ed in lungo articolo dell’Economist dal titolo piuttosto diretto: A mucky business (mucky in italiano può essere tradotto in lurido o sudicio).

Come già osservato nell’articolo precedente  il futuro del mercato automobilistico alla luce del caso Volkswagen è ad un passo da una svolta. Wired ha scritto che “le auto ibride saranno le vere vincitrici dello scandalo Volkswagen”, il Financial Times si è chiesto se “il diesel è sul letto di morte”, BBC ha pubblicato un articolo che riprende una recente e poco confortante ricerca sull’inquinamento dei motori diesel.

Gli eventi di questa settimana sono destinati ad  interessare direttamente od indirettamente anche altre case automobilistiche, altre nazioni e il futuro stesso dei motori diesel. Ormai non si tratta più di prevedere grosse multe o richieste di patteggiamento.

Gli ossidi di azoto e altre schifezze emesse dagli scarichi di auto e camion causano ogni anno molte morti premature: in numeri sono impressionanti solo in America si stima siano 58mila ogni anno. Cinque volte i morti causati dal virus Ebola che tanto aveva terrorizzato l’opinione pubblica mondiale.

Perché la gente muore? Beh sicuramente sapete che l’aria contiene azoto (80%) e ossigeno (20%) oltre ad altre sostanze presenti in maniera minore. Questi alle temperature ordinarie non reagiscono producendo l’ossido, ma lo fanno se la temperatura aumenta localmente, come avviene nei pressi di una fonte di calore. Insomma l’ossido d’azoto è quella fastidiosa molecola che si forma sotto il naso delle massaie quando lavorano ai fornelli.

Gas incolore, insapore ed inodore.

Il killer perfetto.

Di certo non una cosuccia sulla quale imbrogliare per guadagnarci sopra. Lo scandalo di questa industria automobilistica sconsiderata e’  quindi da considerarsi per prima cosa un grave crimine contro l’umanità, non solo una questione economica.

L’inquinante atmosferico è un fattore o sostanza che determina l’alterazione di una situazione stazionaria attraverso la modifica dei parametri fisici e/o chimici, la variazione di rapporti quantitativi di sostanze già presenti e l’introduzione di composti estranei deleteri per la vita direttamente o indirettamente. Stiamo parlando di veleno che respiriamo quotidianamente, non cercate immagini su Google e’ sufficiente fare una passeggiata in centro.

Anche l’inquinamento si e’ evoluto, insieme alla nostra capacita’ tecnica di crearlo (o di contrastarlo), ma l’evoluzione non ha portato ad un reale miglioramento della situazione: non inquiniamo meno di prima ma inquiniamo con particelle sempre più piccole. E sempre più insidiose per la nostra salute.

La dimensione delle particelle nell'aria in funzione degli organi interessati Fonte: Svg
La dimensione delle particelle nell’aria in funzione degli organi interessati Fonte: Svg

Il mercato dell’auto svolge un ruolo importante in questo processo con un contributo stimato tra il 30 e il 40% di tutto l’inquinamento mondiale da polveri sottili. 

I controlli sulle emissioni nocive fatti in Europa e nel resto del mondo sono una farsa: molto spesso sono le case automobilistiche a controllare le loro stesse automobili (essendo rappresentate negli stessi organi predisposti al controllo) e come se non bastasse leggi e normative sono morbide e le modalità stesse dei test poco affidabili.

Solo qualche anno fa si trovavano articoli come questo che analizzando l’evoluzione del settore normativo ottimisticamente. Ma la realtà e’ diversa: il diesel aiuta a risparmiare sui consumi di carburante ma per farlo ha bisogno di aumentare le emissioni di ossidi di azoto e altri agenti inquinanti. 

Volkswagen ed efficienza
Volkswagen ed efficienza

La favola del motore Diesel che consuma poco e inquina poco si sta sgretolando forse in maniera definitiva.  Non ha senso continuare a far finta di credere a questa favola. Ma il caso Volkswagen è sufficiente per dimostrare anche che investire in tecnologia miliardi e miliardi di dollari solo per rendere più “green” un’energia che di green non ha nulla non ha senso.

Le normative in questi anni hanno tracciato una direzione per il futuro. Nel mancato rispetto delle stesse e’ difficile non vedere una complicita’ di altri mucky business che girano attorno al mondo del petrolio e alla volontà di mantenere invariato il suo ruolo nella nostra vita quotidiana.

Emissioni e bugie.. Fonte: The Economist
Emissioni e bugie.. Fonte: The Economist

Serve dare una grande spinta alle ricerche e alla diffusione sul mercato di automobili ibride, elettriche, a idrogeno o a metano e questa e’ un occasione buona per riflettere su soluzioni di cui si parla da anni senza il coraggio di voler davvero cambiare le cose.

Non possiamo più permetterci di affrontare la lotta all’inquinamento miniaturizzando le particelle emesse rendendole di fatto ancora più pericolose e nocive (ma più facili da nascondere).

Non possiamo più permetterci bugie.

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