La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Air France: quando la violenza esplode in Europa

in Cosa succede nel mondo?/Perché l'economia fa girare tutto!

Avete mai visto uno (o più) manager scappare da un’orda inferocita di dipendenti delusi che vogliono linciarlo?

Una scena da terzo mondo ma per vederla non serve andare nella periferia di qualche metropoli sud americana perché tutto questo e’ successo nella civilissima Francia durante una riunione dirigenziale di Air France.

C’era una volta un Europa che non c’è più, c’era un benessere che non c’è più. C’era un sogno che per molti è diventato un incubo.

Già perché l’Europa unita non lo è mai stata e se qualcuno nutriva qualche dubbio ora non può rimanere indifferente di fronte alla delusione dei suoi cittadini che sfocia, in certi casi, in rabbia. Gli Stati membri litigano per tutto: ogni volta che c’è una discussione a proposito di qualche tematica importante, come la crisi economica o il problema degli immigrati non si riesce mai a dare una risposta politica altrettanto efficace.

Le economie più forti impongono l’agenda. Berlino con le sue fabbriche, Londra con la finanza.
Cosa rimane?

Di proteste di fabbrica se ne sono viste tante nel corso degli anni. Anche la violenza della reazione dei manifestanti (sette feriti di cui uno grave) e’ qualcosa di già visto. Quello che cambia in questo gioco sono i protagonisti della vicenda: non più tute blu ma colletti bianchi.
E quando centinaia di colletti bianchi inferociti prendono d’assalto la sede di un azienda simbolo di uno stato urlando slogan contro i dirigenti e interrompendo la riunione del comitato centrale e’ semplice capire come la spiegazione alla vicenda sia molto più complessa dei 2900 posti di lavoro tagliati per far fronte alla concorrenza di compagnie low cost e medio orientali.

Un momento pacifico della protesta Fonte: Corriere.it
Un momento pacifico della protesta Fonte: Corriere.it

Sindacati che paralizzano le trattative, manager che si infilano in una lotta muscolare senza contropartite. Lo Stato azionista (al 17%) tace ma dovrà fare i conti con un’opinione pubblica scioccata e un futuro della compagnia in bilico.

In molti in questa situazione hanno visto similitudini con il caso Alitalia: tante parole, una situazione in evoluzione da anni, e uno stato azionista silenzioso e nascosto.

L'ira dei dipendenti Air France Fonte: ANSA/AP Photo/Jacques Brinon
L’ira dei dipendenti Air France Fonte: ANSA/AP Photo/Jacques Brinon

Secondo il rapporto World of Work Report 2012: Better Jobs for a Better Economy pubblicato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), mancano ancora circa 50 milioni di posti di lavoro a livello globale rispetto alla situazione pre-crisi e si sta profilando una nuova e più problematica fase della crisi globale dell’occupazione.

In molte aree dell’Occidente il lavoro si perde o cambia. muta,  a condizioni che, se vivesse Dickens, verrebbero raccontate come nella stagione della prima rivoluzione industriale. Le persone contano sempre meno. Molti governi, specialmente nelle economie avanzate, hanno dato priorità a una combinazione di misure di austerità e di riforme drastiche del mercato del lavoro e questo ha creato precariato.  I manager sbagliano analisi, investimenti o progetti, a volte truffano pur di raggiungere il profitto e vanno in liquidazione con cifre enormi.

Air France sta’ male? il gruppo nel 2014 dichiara congiuntamente una perdita di 198 milioni di euro, mentre la “sorella” Klm da sola mostra un profitto di 340 milioni. Gestioni diverse, strategie diverse. Ogni tanto si taglia qua ogni tanto si taglia la’. Le fusioni consentono diversificazioni anche strategiche ma il peso delle scelte (sbagliate) cade sempre sui lavoratori, l’anello debole del sistema.

Ma le proteste esasperate non sono nuove al territorio francese, negli ultimi anni abbiamo visto di tutto, dai dirigenti Goodyear di Amiens presi in ostaggio nel gennaio 2014 dai lavoratori dello stabilimento con tanto di filmato di rivendicazione

alle proteste violente dei tassisti in piazza contro Uber con Parigi trasformata in un enorme campo di battaglia, alle proteste contro la classe dirigente con 20 tonnellate di escrementi di cavallo scaricati davanti al Parlamento.

Quello che appare evidente e’ un peso della crisi è disuguale ed un mondo globalizzato le diseguaglianze hanno la cifra dell’esclusione. In un sistema sempre più in difficoltà nell’interpretare e risolvere le inquietudini della nuova classe di esclusi. La classe media.

6 Comments

  1. capisco se una azienda chiude e manda a spasso tutti,dal capo personale all’ultimo manovale ,ma non capisco perchè quando una azienda va male perchè non sono subito licenziati quelli che l’hanno portata al tracollo e invece sono licenziati coloro che hanno sempre fatto il loro dovere e anche di più. Forse vi è qualcosa di criminale in questo o no ?

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  2. …. non concordo sul fatto che quanto successo lo si possa definire “scena da terzo mondo”. La difesa è legittima quando il soppruso diventa insopportabile. La rivoluzione francese non è certo stata un’orda inferocita di delusi ma una ONOREVOLE rivolta contro l’ingiustizia sociale, proprio come è successo in questi giorni all’AIR FRANCE e lo sarà in futuro se dovesse essere necessario. In Italia purtroppo succede l’esatto contrario perchè siamo un popolo bue senza spina dorsale e senza dignità !!!

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