La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Siria: tre guerre, nessun vincitore

in Cosa succede nel mondo?

L’unica certezza nelle vicende medio orientali e’ che non ci sono verità, non ci sono buoni (ma tanti cattivi) e non ci sono segnali che la situazione possa migliorare nel breve periodo.

Iran e Russia sono impegnati in una strategia di rafforzamento di Bashar al-Assad (ai danni dell’Isis) ma sopratutto contro gli oppositori del regime. Francia e Stati Uniti foraggiano i Paesi sunniti e il PKK curdo contro l’Isis. La Turchia rimane indifferente alla questione siriana ma combatte senza senza tregua i curdi.

Tre differenti interventi militari, tre guerre in una, espressione dei contrastanti interessi di potenze rivali che minacciano di collidere. E nessun organismo internazionale che abbia il minimo controllo della situazione.

In questo scenario, lontana dal clamore mediatico, la guerra in Siria dura da più di quattro anni come riportato dal Post.

Milioni di persone, almeno 9, hanno lasciato le loro case e più di 220 mila sono state uccise. Sui giornali internazionali si parla soprattutto delle conseguenze della guerra (i profughi che stanno scappando e arrivando in Europa, la distruzione di Palmira, sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO) o della crescita dell’ISIS. Ci si occupa sempre meno, invece, della guerra stessa che nel tempo è diventata sempre più confusa e complicata e la cui soluzione politica sembra essere ancora lontana.

Le proteste di piazza in Siria nel 2011 Fonte: Reuters
Le proteste di piazza in Siria nel 2011 Fonte: Reuters

Vale la pena ricordare come tutto ebbe inizio dopo le manifestazioni di piazza del 15 marzo del 2011 il giorno della dignità quando migliaia di persone scesero in piazza nelle principali città del paese (Aleppo e Damasco), per protestare contro il regime del presidente Assad e le incarcerazioni di matrice politica. La risposta del regime si concretizzò in un ondata feroce di repressione degli oppositori. Poche settimane e le proteste divamparono in tutta la regione fino all’invio dell’esercito regolare e allo scoppio del conflitto civile.

La Siria oggi Fonte:ANSA
La Siria oggi Fonte: ANSA

(una Timeline completa degli avvenimenti la potete trovare in questo articolo del Corriere della Sera).

Allo stato attuale, quello che risulta evidente è come nessuna delle parti è anche solo lontanamente arrivata vicina alla vittoria sulle altre.

La situazione attuale in Siria Fonte: IUCA
La situazione attuale in Siria Fonte: IUCA

E mentre la Turchia conta i morti (almeno 100 persone) e i feriti (più di 200), in seguito all’attentato avvenuto sabato 10 ottobre ad Ankara durante una manifestazione per la pace voluta da alcuni sindacati e dal partito curdo, la situazione si scalda in tutto il medio oriente a partire da Israele, colpito da una serie di attentati (tra Gerusalemme e Tel Aviv), che hanno causato almeno quattro morti ed oltre venti feriti.

In Iraq si segnalano 20 vittime in un attentato suicida mentre proseguono i raid della coalizione sullo Stato Islamico. Nella capitale egiziana un attentato davanti ad una sede delle forze di sicurezza nella periferia nord della capitale ha provocato 24 feriti.

Le immagini dell'attentato di Ankara Fonte: Fatih Pinar, Afp
Le immagini dell’attentato di Ankara Fonte: Fatih Pinar, Afp

In questa cornice il processo di stabilizzazione del Medio Oriente appare sempre più distante.

E la popolazione? Per l’Ufficio Onu sugli aiuti umanitari (Ocha) su 17 milioni di siriani 12 milioni hanno bisogno di aiuti, 7,6 sono profughi interni e 4,1 sono fuggiti all’estero.

Per questa massa di disperati il «Piano di risposta strategica Onu» prevede circa 3 miliardi di dollari di cui i Paesi donatori però hanno versato solo un terzo. Oltre a mancare i fondi, c’è carenza di mezzi: i convogli Onu che portano cibo alle popolazioni nelle zone assediate – dai villaggi a città come Aleppo – sono rari, ciò aumenta l’emergenza e spinge a fuggire. Tutto questo mentre in Europa stiamo ancora a preoccuparsi di dove metterli.

I soldi? ci sono solo per la guerra. Chi vincerà? per ora sappiamo solo chi sta perdendo: noi.

"Osservatori internazionali" di Khaled Jalal Fonte: The Syrian Sun
“Osservatori internazionali” di Khaled Jalal
Fonte: The Syrian Sun

10 Comments

  1. Analizzare le guerre non’e semplice.
    Chi in questo momento dice di averlo capito, dice solo cazzate, o è in mala fede perché schierato spudoratamente, con la politica Americana qui secondo alcuni deficienti si dovrebbe gestire il futuro mondiale. Chi domina l’area, mediorientale con i suoi capitali nelle banche Americane ed Europee domina il mondo perchè ha il petrolio, e secondo i loro calcoli sperano di portare la pace in modo che Israele non possa in futuro trovarsi in guerra.
    Tutto sbagliato se cade la Siria che sta aiutando i palestinesi come lo faceva la Libia per Israele non ci sarà più pace.
    E in questi giorni è ritornata, l’entifada perché vogliono far capire che loro sono disperati rivogliono le loro terre che se vincono li Americani se le possono scordare visto il rapporto tra Istraele e l’America.
    Dall’altra parte i Russi sanno benissimo che se la nato vince si prende tutto,
    E loro si troveranno accerchiati dalli antimissili che la nato,
    Sta mettendo in campo per
    Isolare la Russia dal resto del mondo. Anche dalla Cina visto che hanno rapporti comerciali con l’Europa e l’America.
    Ma la stupidità di questa strategia non calcola che porterà la distruzione Del’Europa. E della cristianità.
    Da parte dell’islam, entro vent’anni. Più diamo terreno a loro per le moschee, sostituendo le chiese. Prima sarà la fine.
    Per qui questa e l’analisi di queste guerre che sono di salvezza per la Russia.
    Se non vuole il dominio della Nato a i suoi confini se non addirittura dentro casa con un colpo di stato contro Putin. Li unici a rimetterci di questa strategia fasulla e l’Europa.

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