La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Cambiare tutto per non cambiare niente

in Politica, politichese e politicanti

“Ho fatto importanti scoperte politiche. Sapete che succede nel nostro paese? Niente.

Solo un’inavvertibile sostituzione di ceti. Il ceto medio non vuole distruggerci ma vuole solo prendere il nostro posto, con le maniere più dolci, mettendoci magari qualche migliaio di Ducati in tasca. E tutto può rimanere così com’è. Capite che il nostro è il paese degli accomodamenti”.

Così parla Don Fabrizio, il principe di Salina, a Padre Pirrone nel film il “Gattopardo” tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Sullo sfondo l’Italia pre Unità e le vittorie di Garibaldi a portare un senso di cambiamento vissuto con entusiasmo dal popolo e sarcasmo dalla classe dirigente. L’Italia, oggi come allora, e’ il paese delle cento città, dai cento campanili e dalle cento identità.

Realtà difficili da tenere insieme, a volte vere e proprie rivalità, come nel caso di Roma, bellezza antica e sfrontata e capitale culturale e Milano città internazionale e capitale finanziaria.

Sullo sfondo l’Italia di oggi, con ancora immutati i problemi dei secoli scorsi: il sottosviluppo del Mezzogiorno, la diseguaglianza dei redditi, il “nanismo” delle imprese e l’incompetenza di una classe politica inadeguata.

Nord, Sud, poco conta.

Una copertina del settimanale "L'Espresso" del 1966
Una copertina del settimanale “L’Espresso” del 1966

A Roma l’ormai ex sindaco Marino paga il conto delle cattive amministrazioni precedenti. Dopo appena due anni di mandato viene costretto a dimettersi, dopo un lungo massacro mediatico iniziato dopo lo scandalo di mafia capitale e proseguito tra funerali di boss mafiosi e immagini di degrado cittadino. Fatto fuori dalla stessa classe dirigente che lo aveva fatto eleggere e dato in pasto alla piazza che chiede a gran voce un cambiamento non avvenuto.

Del resto i problemi di Roma sono palesi. Se il degrado fa esplodere la rabbia dei cittadini (qui un esempio) il clientelismo del potere ha creato voragini nelle casse cittadine. Non basta la volontà e l’onesta’ a combattere situazioni consolidate e ramificate senza distinzione di colore politico.

Maroni e Mantovani alla presentazione del libro 'Lombardia Migliore? Si Lombardia autonoma' Fonte: Il Giorno
Maroni e Mantovani alla presentazione del libro ‘Lombardia Migliore? Si, Lombardia autonoma’ Fonte: Il Giorno

A Milano, intanto, Mantovani, vicepresidente di Regione Lombardia e fedelissimo berlusconiano, viene arrestato con l’accusa di “gestire” appalti pubblici in cambio di lavori nelle sue case e strutture per anziani: una fitta rete di cooperative e di società controllate che ricevono finanziamenti regionali e gare truccate.

Mantovani nel 2014 era stato ripreso in un comizio (poi pubblicato su YouTube) nel quale promette posti di lavoro o meglio “segnalazioni” per incarichi nella sanità pubblica.

Il gip parla di “spiccata capacità criminale” e di “disprezzo delle regole”. Roma, Milano, poco conta.

L’Italia trova un senso di unita’ nelle cose peggiori che può esprimere e nel declino della sua classe dirigente, che si ritrova a fare quadrato solamente quando esplodono gli scandali.

Renzi, Berlusconi, Salvini. Grandi impegni, in campagna elettorale, per erigersi a portavoce del cambiamento.

E tutto può rimanere così com’è.

3 Comments

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Altri articoli da

Piantatela!

È stata presentata questa mattina una proposta di legge che ha coinvolto ben 218 parlamentari
Go to Top