La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Corrotti, ladri o (almeno) assenti

in Cosa succede in Italia?

Settimo comandamento: non rubare. E’ quello al quale si obbedisce di meno, in Italia lo capiscono anche i bambini, ma forse solo quelli. Oggi essere ladri non fa più nessun effetto ma un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non può considerarsi vittima, è complice.

E nella settimana della manovra finanziaria (o legge di stabilità) orgogliosamente mostrata al pubblico da un Renzi fiducioso ed ottimista sulle prospettive di crescita, una serie di inchieste, da nord a sud, mettono a nudo un Italia corrotta fino al midollo.

A Milano, anche se l’inchiesta parte da Catanzaro, è stata arrestata la direttrice del carcere minorile: finanziava progetti (con denaro pubblico) in cambio di incarichi o assunzioni a famigliari nonostante fossero sprovvisti di titoli, qualifiche ed esperienza necessari.

Tutti gli uomini sono corruttibili: è questione di somme.

A Roma all’ANAS (società per azioni italiana interamente di proprietà del Ministero dell’Economia e delle Finanze che gestisce la rete stradale ed autostradale italiana) le somme sono alte ed il numero di corrotti anche. Gli arrestati in questo caso sono dieci, con accuse di tangenti, voto di scambio, associazione a delinquere e corruzione.

Cinque dirigenti e funzionari, tre imprenditori, un avvocato e l’ex sottosegretario del ministero delle Infrastrutture, Gigi Meduri tra le persone arrestate. L’inchiesta è stata denominata “Dama nera”. E la dama sarebbe una dirigente dell’Anas, Antonella Accroglianò, ritenuta al centro dei diversi episodi di corruzione.

Nel gergo delle persone accusate di corruzione i soldi diventano «topolini» «libri» e «ciliegie». Le ciliegie a loro volta pilotavano appalti che servivano a svolgere lavori in zone colpite da emergenze, come frane o alluvioni.

Uno degli imprenditori coinvolti, Francesco Mele, lavorava così bene da poter annunciare al telefono con un creditore l’aggiudicazione della gara da tre milioni di euro per lavori sulla Ss 325 di Prato ancor prima che ci fosse l’ufficialità.

A volte la corruzione è talmente estesa da somigliare piu’ a un nuovo mestiere piuttosto che a un fattore illegale.

A Sanremo gli arresti sono stati 35  e altre 100 persone sono state denunciati per assenteismo. Tutti dipendenti comunali.

C’era chi timbrava il cartellino in mutande e ciabatte e tornava a casa. E c’era chi andava a fare gite in canoa; altri ancora non andavano proprio al lavoro. Questo quanto emerge da una maxi-inchiesta della procura di Imperia che ha portato a 35 arresti, otto  obblighi di firma e 71 denunce a piede libero tra i dipendenti dell comune di Sanremo.

Su 528 dipendenti del Comune di Sanremo, sono stati 271 dipendenti controllati (circa la metà del totale). Sono risultati irregolari i comportamenti di 195 persone, cioè il 72% di tutte quelle controllate.

Non c’è giorno che passi senza una piccola-grande indagine, un suo sviluppo o un nuovo filone dalle direzioni più arzigogolate, dalle Asl alle più surreali poltrone di Stato e le cronache dimostrano da anni che nessuno ne è immune, dall’ultimo vigile di provincia al primo ministro. Questo lo sappiamo fin troppo bene.

“Si scrive legge di stabilità ma si pronuncia legge di fiducia” – ha detto il premier Renzi a Palazzo Chigi illustrando la manovra approvata dal Cdm: “il nostro destino non è Bruxelles, a New York, a Pechino, è nelle nostre mani”.

Forse è questo il problema.

 

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