La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Vittime del terrorismo mondiale: quando gli altri siamo noi

in Cosa succede nel mondo?

Non solo Parigi, non solo Isis. Il terrorismo mondiale non conosce sosta e scopriamo ora la paura racchiusa in un ondata di attentati che non accenna a terminare.

Francia, certo, ma anche Libano, Nigeria, Afghanistan, Iraq, Mali, Somalia, Ucraina, Yemen, Sud Sudan, Camerun, Pakistan e naturalmente Siria. Ricordare tutte le vittime di attacchi terroristici, anche limitandole a quelle della sola settimana trascorsa, e’ quasi impossibile. I numeri del terrorismo mondiale sono impressionati:

Dal 1995 a oggi sono stati registrati 70.433 attacchi. Hanno perso la vita più di 165mila persone, quasi 280mila i feriti.

Terrorismo mondiale: cinque nazioni detengono l’80% delle vittime. La Stampa

Fingere che alla stragrande maggioranza della popolazione occidentale, di questi numeri, sia mai importato qualcosa sarebbe ipocrita.

La mappa del terrorismo mondiale

Il “Global terrorism database” (Gtd) elaborato dalla University of Maryland mostra ogni singolo episodio terroristico degli ultimi 20 anni.

Il legame spesso diretto del fenomeno con l’eredità di conflitti militari e con le violenze attribuite alle forze governative di alcuni dei Paesi più coinvolti, confonde la nostra percezione delle cose, dandoci la sensazione di non aver nulla a che fare con quello che succede nel resto del mondo.

Non è semplicemente una questione di scarsa comprensione dei fenomeni geopolitici che ci circondano.

La risposta alle domande “Perché Parigi, perché Londra, perché New York, perché Madrid?” non avra’ mai lo stesso peso di quella al “Perché Beirut, perché Abuja, perché Bamako, perché Damasco?”.

Perché noi in fondo, un po migliori a loro, ci sentiamo. Abbiamo inventato il calcio, la televisione, il Jersey Shore. Siamo noi il mondo civilizzato. Che si ammazzino fra loro. Reagiamo inorriditi alle morti in diretta tv ma quello che realmente ci spaventa e’ il poter (o meno) mantenere inalterato il nostro stile di vita.

Ci siamo abituati ad un mondo in guerra, ad un mondo ingiusto. Parliamo di dialogo con il mondo islamico e lo inquadriamo in qualche intervista a studentesse sedicenni con il velo, elevate nei talk show televisivi al ruolo di mediatori culturali.

Siamo una società egocentrica e vittima di se stessa, protettrice inconsapevole, ma non per questo meno colpevole, della spirale di violenza silenziosa che ha accompagnato il nostro secolo.

I morti europei americani hanno più valore e provocano più dolore dei morti iracheni afgani egiziani siriani. E questa è la rassegnata considerazione che ci consegna la storia stessa. I circa 100.000 morti civili della guerra In Iraq non hanno sconvolto le coscienze occidentali quanto i 3000 morti del World Trade Center.

Giusto o sbagliato? Se ne potrebbe discutere per ore. Ma se vogliamo immaginare un mondo migliore, mai come oggi è il momento di pensare ad una evoluzione nella quale la vita dei più lontani stranieri valga quanto quella delle persone più vicine e simili a noi.

Mai come adesso tutte le domande hanno bisogno di una risposta. “Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi” (Albert Einstein).

Seguimi su Twitter @stecampagnari

Hai trovato questo articolo interessante? ricordati di condividerlo e/o commentarlo. Alcuni diritti di riproduzione sono riservati leggere attentamente la licenza d’uso.

6 Comments

  1. Purtroppo non hanno mai avuto lo stesso peso, ne ora, ne per la Serbia, ne per l’Afghanistan, ecc ecc… solo quando succede al di qua della cancellata di casa, (forse) tutti si mettono in allarme… sembra che il terrorismo sia nato una settimana fa così. Troppo comodo e troppo facile aver paura quando siamo i primi a crearla in altri popoli. (Sì, sono piuttosto polemica sull’argomento )

    View Comment
  2. Muchas personas sólo.critican lo che nó ven pero porque nó hablan de lós niños violados en todas sus garantias como humanos protejidos ,abandonados por todos ,se.Quejan de que se murieron muchos jovenes pero porque nó hablan de todos lós desatres que este.pinche pais y otros como y USA han deshecho en ese pais y Francia privatization el agua en Africa Quienes se creen .para ponerle precio a lo que es gratis.

    View Comment

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Altri articoli da

Go to Top