La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Smog, riscaldamento globale e l’essere umano medio

in Cosa succede nel mondo?/L'unico mondo che abbiamo

Capita ogni anno (ed in ogni stagione) di sentire definire “straordinaria” una situazione atmosferica indipendentemente dal fatto che si tratti di caldo, di freddo, di piovosità o di particolari eventi. Cosi’ scrivevo a Luglio parlando del riscaldamento globale che stava infrangendo ogni primato.

Eppure, sebbene alcuni aspetti gia indicavano la straordinarietà del momento,  ricordo di come questo articolo divenne oggetto di discussione con alcuni amici e con la ragazza di allora, per nulla colpiti da quello che veniva bollato come fenomeno transitorio buono al massimo per uno speciale di Studio Aperto.

Spesso dietro alle problematiche climatiche, aldila delle riflessioni momentanee tra ascelle pezzate e piedi congelati, non esiste una vera consapevolezza della situazione.

Cosa sta succedendo? L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha da poco collocato il 2015 in cima alla poco invidiabile classifica degli anni più caldi della storia della meteorologia. L’unico motivo per cui non possiamo dire che sia stato l’anno più caldo di sempre e’ che le misurazioni strumentali hanno avuto inizio soltanto a partire dal 1850.

Parlare di riscaldamento globale e di aumento della temperatura superficiale degli oceani, non evoca spettri disastrosi nell’animo dell’essere umano medio. Tuttalpiu’ si traducono in immagini di spiagge esotiche e palmizi soleggiati.

“Giardini fioriti a New York, con termometro a 21 gradi, sull’Artico ottocentomila chilometri quadrati di banchisa polare in meno rispetto alla media, Alpi senza innevamento, gerani e nasturzi ancora in fiore sui balconi delle città del Nord Italia, attanagliate però dallo smog accumulatosi in settimane di aria stagnante, un mal comune con l’atmosfera mefitica di Pechino. In un mondo dove il clima si modifica incalzato dalle emissioni del complesso energetico fossile gli eventi estremi, soprattutto quelli termici, si fanno via via più frequenti, la variabilità aumenta, alternando situazioni di segno opposto che mettono sotto stress l’agricoltura, il turismo, la produzione energetica, i trasporti” scrive La Stampa in questo articolo.

L’insistente siccità di questo periodo rende vana ogni manovra per diminuire lo smog nelle nostre città. Senza pioggia il nostro cielo non verra’ pulito; ma il vero dramma, nascosto, e’ che quando la pioggia arriverà oltre a pulire i nostri cieli pulira’ (come al solito) la coscienza dell’essere umano medio.

A dicembre di quest’anno (solo qualche settimana fa) i potenti di tutto il mondo si sono incontrati a Parigi per stabilire che il nuovo parametro di innalzamento di temperatura da non superare entro il 2100 sarà di due gradi. Quest’anno abbiamo gia’ superato di un grado la temperatura media globale di riferimento.

Siamo all’inizio di una nuova era di decarbonizzazione della società: tutto ciò che utilizza carburanti fossili deve essere sostituito con processi che usano energia sostenibile. Ma, forse, saranno gli affari, più che gli atolli in pericolo, a far cambiare il corso alle cose.

Negli ultimi 30 anni, secondo la Banca mondiale, i disastri naturali hanno provocato 2,5 milioni di morti e provocato danni per 4 trilioni di dollari. Le perdite per il sistema economico nell’ultimo decennio – ha calcolato la Munich Re – sono ammontate a 200 miliardi di dollari l’anno.

Il costo del cambiamento climatico in atto equivale ogni anno al 5% del Pil mondiale (la stima è di Stern Review) e questo nessuno lo vuole permettere, nemmeno l’essere umano medio.

 

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