La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

DiCaprio, l’ambientalismo ed il disastro californiano

in L'unico mondo che abbiamo

Leonardo DiCaprio ce l’ha fatta. Dopo innumerevoli meme, battute e scommesse e’ riuscito a trionfare alla 88esima edizione dei premi Oscar premiato per la sua interpretazione nel film The Revenant.

Se questa notizia ha fatto il giro del mondo (per lui era la sesta nomination all’Oscar della carriera di DiCaprio, dopo Buon compleanno Mr. Grape, The AviatorBlood Diamond The Wolf of Wall Street) non altrettanto risalto ha ottenuto il suo discorso di ringraziamento, incentrato per buona parte sulla tematica del cambiamento climatico, dovuto al surriscaldamento globale, definito dalla stesso di Caprio la “minaccia più urgente che abbia mai affrontato la nostra specie” invitando il mondo a  “lavorare collettivamente e smettere di procrastinare”.

I riferimenti a Trump e ad un certo tipo di politica ed atteggiamento nei confronti della problematica ambientale sono tutt’altro che casuali. “Dobbiamo sostenere i leader in giro per il mondo che non parlano a nome dei grandi inquinatori e delle grandi corporation, ma che parlano a nome di tutta l’umanità, inclusi gli indigeni e i miliardi di persone che sono meno fortunati, sulle quali l’impatto di tutto ciò sarà molto più devastante. Dobbiamo farlo per i figli dei nostri figli, e per quelle persone la cui voce è stata soffocata dall’avidità dei politici”.

Solo qualche giorno prima a Porter Ranch, un sobborgo alle porte di Los Angeles, era stato fermato quello che, a ragione, viene è considerato il peggior disastro ambientale in Usa dopo quello della piattaforma petrolifera BP (nel Golfo del Messico) del 2010.

Si tratta di un enorme perdita di gas fuoriuscito da un giacimento esaurito utilizzato per lo stoccaggio di metano, centomila tonnellate di metano riversati nell’atmosfera in quattro mesi passati nell’ombra dei media mondiali,  che hanno causato l’equivalente dell’inquinamento di mezzo milione di automobili circolanti per un anno.

Silenziosa ed inodore, la perdita non e’ stata per nulla spettacolare ma ha proseguito indisturbata da Ottobre del 2015 al 18 Febbraio del 2016 al ritmo di 30mila kg di metano ogni ora, incurante dei numerosi tentativi dei tecnici di bloccarla o almeno contenerla.

Come nel caso del disastro BP le autorità non hanno mancato di assicurare che la compagnia responsabile del disastro ambientale si assumerà i costi relativi alla fuga di gas ma questo come può mantenere le persone tranquille? A distanza di pochi mesi dalla conferenza di Parigi ci ritroviamo con un disastro a base di metano, (che ha un effetto riscaldante 25 volte più alto di quello dell’anidride carbonica come ricorda Focus) che avrà ripercussioni sull’intera umanità. Disastri nucleari, disastri da combustibili fossili, in giacimenti attivi e perfino esauriti.

Quanti ancora prima di imparare la lezione?

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