La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Dobbiamo dire basta paradisi fiscali: il re è nudo!

in Cambiare si può!/Cosa succede nel mondo?

Oggi abbiamo potuto osservare, in maniera chiara, come la globalizzazione sia diventata un gigantesco trucco di magia.

Nel mondo sommerso, dai protagonisti noti ma dagli affari oscuri, i gangster sono avvocati rinomati, le scene del crimine salotti buoni e i cattivi sorrisi da copertina e tesori nascosti.

Loro, i cattivi, di segreto hanno poco. Non si nascondono per nulla, anzi: sono i volti delle copertine! Spettacolo, sport, imprenditoria, ma anche banche, società d’affari, funzionari d’intelligence, perfino signori della droga e gruppi vicino alle più importanti organizzazioni terroristiche.

E poi ci sono i politici (a centinaia) alcuni di essi, ben dodici, capi di stato o di governo come

Il leader russo Vladimir Putin, o il cinese Xi Jinping, il presidente ucraino Poroshenko e quello argentino Mauricio Macri, il re saudita, i premier di Islanda e Pakistan. E quante cose ci potranno dire i conti del presidente siriano Bashar Al Assad, del defunto Muammar Gheddafi e o quelli dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak.

Decine di migliaia di persone fisiche e 200mila società unite dal medesimo scopo: nascondere ricchezze. Ma a volte nascondere denaro non vuol dire semplicemente pagare o meno le tasse. Ci sono altri per motivi ben più inquietanti.

I capitali non spariscono per sempre in qualche isoletta soleggiata.

Essi poi attraverso le reti finanziarie tornano nella terra ferma magari per un investimento, magari per una speculazione su un debito sovrano o si di una valuta, magari sulla scommessa del fallimento di questa o di quell’impresa. Magari per influenzare l’andamento di un mercato, magari per finanziare progetti cui non collegare la propria immagine.

Bene. Questa è la portata dello scandalo a cui siamo di fronte. C’è gente che ammonticchia patrimoni enormi e con quelli gioca a fare Dio. E lo fa nel silenzio imbelle, di chi fatica a trovare lavoro e ha sempre meno servizi pubblici.

E’ ora di dire basta paradisi fiscali!

E’ inutile criminalizzare il piccolo evasore, che fa della sua evasione una sopravvivenza, quando le prassi della finanza internazionale mettono all’ordine del giorno evasione, riciclaggio di denaro e altre attività illecite o addirittura criminali.

Oxfam da qualche mese porta avanti una raccolta firme (che potete trovare qui: https://act.oxfam.org/italia/basta-con-i-paradisi-fiscali) che conta già 190.000 adesioni.

“Mentre i super-ricchi occultano risorse nei paradisi fiscali, potenti multinazionali trasferiscono artificialmente e esentasse gli utili prodotti altrove, verso paesi a fiscalità agevolata. I cittadini e i governi vengono così privati ogni anno di miliardi di dollari. Una situazione resa possibile dall’iniquità del sistema fiscale internazionale, dall’agguerrita concorrenza fiscale tra i Paesi e dall’opacità del sistema”

Ma dobbiamo seguire con attenzione lo sviluppo di questa vicenda, perché questa è una delle sfide più importanti che ci aspettano per tentare di dare realmente una raddrizzata a questo mondo! Basta paradisi fiscali. A costo di dover andare a bombardare le Samoa.

 

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9 Comments

  1. Io non sono un economista, ma ho sempre detto che quando si vendemmia non bisogna sottovalutare i dieci quintali di uva che si imboscano i vendemmiatori, ma il vero problema sono i cento quintali che prendono strade traverse dal vigneto in poi quando il carro è pieno!

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