La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Referendum e astensionismo: così si disarma la democrazia

in Politica, politichese e politicanti

Il referendum sulle trivelle? un buco nell’acqua. E scusate la battuta.

Ho sempre amato i referendum, anche perché sono le uniche elezioni nelle quali è possibile votare senza dover eleggere nessuno. Ma ai seggi elettorali, oggi, c’era la stessa imbarazzata atmosfera di quando a una festa organizzata non si presenta nessuno. Pare che tante persone non siano andate a votare perché su questo tema “ne sapevano poco”. D’altronde è comprensibile, non è mica un argomento semplice come invece lo era la fecondazione eterologa, la politica economica ed energetica, la sperimentazione animale, il divorzio, il diritto all’aborto o la scelta di modificare l’ordinamento politico.

A tutti questi voi vorrei ricordare che in parlamento legiferano persone come Scilipoti, Razzi e Gasparri. E il presidente del consiglio crede che il Gottardo si trovi in Italia.

Tante altre persone non sono andate a votare per pigrizia e sono la maggioranza.

L’Istituto Piepoli, in un sondaggio telefonico pre-referendum aveva registrato come l’intenzione di voto degli italiani fosse fortemente orientata verso il SI (il 75% delle persone aventi diritto al voto, con un 19% propenso verso il NO e 6% astenuto), dato replicato anche tra i risultati del voto.

Su questi sondaggi si erano lanciati personaggi come Salvini, Calderoli, Meloni, Storace e Brunetta ponendo nel VOTO ragioni che non avevano più niente a che vedere con la questione, cercando di approfittare dell’opinione pubblica.

Ma si sa l’italiano medio la sua dose di pigrizia l’ha sempre avuta. Rispondere al telefono o navigare tra i social è ben più semplice di alzare il sedere per andare a votare, e questo è stato, storicamente, il problema principale di ogni referendum che si è svolto nel nostro paese.

Il risultato del non raggiungimento del quorum era stato anch’esso ampiamente previsto dai sondaggi (l’affluenza era stata calcolata attorno al 35%) e su quello si basava il ragionamento dei sostenitori del NO.

All’italiano medio è stato sufficiente insinuare il dubbio che votare o meno non fosse determinante per convincerlo a rinunciare a esprimere la propria opinione. Del resto questo Referendum non s’aveva da fare. Piuttosto che affrontarlo 5 sui 6 quesiti iniziali erano stati eliminati modificando le leggi per tempo.

Non rispondere SI o NO tanto che ti cambia? Hai visto che fine ha fatto il referendum sul finanziamento ai partiti.

Che tristezza. Pensate a quante persone hanno lottato per regalarci il diritto di voto. A quanti sacrifici hanno fatto, quante rinunce, quanto sangue, quanta abnegazione. Il tutto per consegnarci questo dono di valore inestimabile. Quando invece se la sarebbero cavata benissimo con una bella cornice d’argento o la classica busta con i soldi, anzi, figurone proprio.

Renzi, a giochi fatti, ha dichiarato di “aver sofferto la decisione” di non essere andato a votare per poi aggiungere: “basta con polemiche, Italia torni a fare l’Italia”.

Tranquillo, ha cominciato oggi. O forse, semplicemente, non ha mai smesso.

 

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16 Comments

  1. La democrazia va saputa usare,il 70% a detto no non andando a votare ,perche mette caso fosse andato altri 9 milioni di persone e avessero votato no,il quorum sarebge arrivato al 51% e avrebbe vinto un si politico, questa è la democrazia no quella del magistrato pugliese poi sindaco poi presidente di regione che dice il referendum è andato oltre le previsioni,COMEfai un referendum spendi, 300 milioni e sapevi che lo perdevi,,,,brutto figlio di ………

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