La critica è una pillola amara ma pur sempre una medicina

Brexit, la grande lezione per l’Unione Europea

in Cambiare si può!

La Gran Bretagna è andata a dormire in Europa e si è risvegliata fuori. Il tanto atteso referendum ha emesso il suo verdetto: vince la Brexit, i partiti populisti esultano, crollano le borse e l’Europa sprofonda nell’incertezza mentre ondate separatiste raggiungono anche Francia, Italia e Olanda. Dopo l’uscita del Regno Unito, l’Europa non è mai stata così unita. Per seguirla.

La prima nazione a uscire dall’Unione Europea è quella che ha inventato la democrazia, ma anche quella meno europea, dalla guida a sinistra alla sterlina passando per le politiche economiche. Ben fatto, si potrebbe comunque pensare: ha vinto la volontà popolare. Quale massima espressione di un referendum?

Ma un dato emerge prepotentemente da queste elezioni: sono stati i più anziani a votare in favore della Brexit e a scegliere, quindi, il futuro dei più giovani che, invece, avrebbero voluto in larghissima maggioranza rimanere nell’Unione europea. Giovani contro anziani? Non solo. Anche il grado d’istruzione e la collocazione geografica dei votanti hanno inciso in maniera determinante sulla percezione delle persone sulla positività (o meno) di un futuro europeo.

Il referendum di ieri ci consegna uno scenario complicato da decifrare. Razzista, xenofobo e populista. E’ davvero questo il ritratto dell’elettore che ieri ha votato SI per l’uscita dall’Unione Europea? Sarebbe troppo semplicistico pensarlo.

Il comportamento del ceto proprietario, anziano, bigotto, nazionalista e in parte ignorante, non sorprende affatto ed è in linea con l’imperialismo residuale nel DNA di una generazione nata nel segno di un passato glorioso. Ma nemmeno sorprende quello delle classi postindustriali impoverite e del tutto trascurate soprattutto da quella falsa sinistra che, per vincere tre elezioni di seguito alla guida di un carrierista futuro prototipo della classe politica europea ha scaricato del tutto il blocco storico del proprio elettorato.

Parlo di quell’elettorato che nella sua vita ha lavorato, ha sostenuto un mutuo, ha cercato di mettere via risparmi. E intanto ha visto la società cambiare sotto i suoi occhi senza comprenderne i passaggi. Persone che non hanno beneficiato della globalizzazione, che invece ha arricchito altri. Ha arricchito per esempio chi ha pensato di usare l’immigrazione per pagare il lavoro sempre meno e licenziare quelli che poi hanno votato per il Leave, ieri.

Ciò non riguarda solo l’Ue. Lobbismo, contratti a zero ore, tagli al welfare. E’ semplice vedere l’individuo farsi ingranaggio sempre più minuscolo all’interno di macchinari sempre più grandi.

Queste persone nel corso degli anni hanno sentito di aver perso il controllo delle proprie decisioni e quando la politica mainstream non capisce il disagio, questo disagio viene preso in carico dai populismi. Da chi ti dice: Si padrone a casa tua. Questo non è avvenuto solo in Gran Bretagna, sta avvenendo anche negli Stati Uniti e in altre parti dell’Europa.

Forse il Regno finirà per auto cannibalizzarsi – e mi riferisco alle ripercussioni centrifughe in Irlanda del Nord e Scozia – pur di immaginarsi di nuovo una potenza autonoma. Forse semplicemente le diseguaglianze sociali hanno trovato uno sfogo prorompente rovesciando sull’Europa le colpe di una serie di fallimenti strutturali.

L’Europa. È sempre lì la faccenda: abbiamo optato per ricorrere a quest’Unione tarocca e postmoderna tanto per massimizzare i dividendi a breve termine trascurando tutto il resto. E ora ci si confronta con una rinascita delle destre moderne nazionalistiche e razziste, le stesse correnti che la creazione dell’Unione intendeva allontanare salvo poi dare in pasto il potere ai tecnocrati, ai burocrati, ai banchieri e ai politici succubi e privi di una visione o peggio piegati agli interessi dei grandi gruppi finanziari.

Simuliamo un’Europa buona e solidale, con buona pace dei matrimoni gay, delle differenze di genere e dei diritti civili assicurati solo a chi può permetterselo. Ma intanto i migranti li lasciamo in pasto a Erdogan senza fiatare. Il paradosso esasperato del neoliberismo ci ha portato a un capitale virtualizzato e incorporeo nel quale si è asserragliata la disuguaglianza, nel quale fare politiche economiche significa intervenire per ridare consistenza a un’economica malata diventata una riserva di caccia verso la quale un turbocapitalismo, sempre più insofferente di controlli, corre trafelato.

I cittadini europei hanno bisogno di una risposta forte da parte delle istituzioni, sia nei negoziati con la Gran Bretagna, sia nelle politiche future. Solo cosi l’elettorato che oggi guarda al collasso del progetto comunitario, potrebbero cambiare idea.

Dobbiamo interpretare l’anti europeismo, non soltanto combatterlo. Altrimenti assisteremo impotenti alla forsennata ricerca di un rimedio di sapore fascista, razzista e nazionalista novecentesco proprio da parte di quelle destre da cui non abbiamo osato attingere per evolverci.

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32 Comments

    • Peccato che le loro esportazioni si ridurranno e che pagheranno di più ogni cosa importata …per effetto dei dazi .
      Inoltre Londra cesserà dì essere la capitale finanziaria dell’Europa e miliardi di investimenti verso la Gb se ne andranno via …
      Inoltre finiranno le sovvenzioni europee per l’agricoltura, la pesca, la ricerca scientifica , le infrastrutture …
      E c’è anche il rischio che Scozia ed Irlanda del Nord si separino da Inghilterra e Galles …e che Gibilterra torni alla Spagna. ..
      Insomma …grandi prospettive per l’economia britannica ….

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    • Non mi spiego invece la grande preoccupazione delle cancellerie europee,le “minacce” il “terrorismo mediatico” e le pressioni affinché la “perfida Albione” non abbandonasse l’Europa,non mi spiego neanche la diversità di trattamento fra il “caso” Grecia,e il “caso” Inghilterra,in fondo in fondo,vorrei capire perché l’Europa trema!

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    • Intanto quelli che hanno perso i 127 miliardi in seguito al tracollo azionario sono i grandi patrimoni,ed una volta tanto non gli fà male,e poi quelle che sono andate peggio sono le borse europee,sarà forse per questo che le cancellerie europee,erano,erano sono nervose?

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  1. Si, ora se la fanno tutti sotto – intanto la borsa di Londra ha perso il 3,5% circa mentre tutte le altre hanno perso tra il 10 e il 14%… Con questi dati chi è che è andato peggio? A me sembra che il terrorismo mediatico degli speculatori questa volta non è andato bene come con la Grecia che se la fecero sotto, rivotarono quel traditore di Tsipras e ora stanno nella cacca più di prima.

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    • Sei così sicuro,Sicignano,che l’alternativa ai trattati europei,sia l’autarchia,il duce,il fez,le parate,e altre amenità da cabaret???….hai mai pensato che la politica è dibattito,e in quanto tale è possibile ritornare sui propri passi,ridiscutendo i trattati europei che hanno devastato l’economia europea?…ti sembra così incivile dibattere,o pensi che i suddetti trattati siano Dogmi di fede?…la fine del dibattito politico,e l’irremovibilità dei Dogmi,non sono altro che la morte della Politica,e la nascita di una Dittatura,senza fez,senza camicia nera,senza parate,ma tale è!

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    • Sicignano tu sei un pidino metterei la mano sul fuoco oppure hai paura perché le palle che ci raccontano ti hanno condizionato a tal punto che ti sei chiuso a guscio comunque se l’Italia fosse composta solo da gente che la pensa come te avremmo perso in partenza io sono contro l’Europa perché l’unione europea e come la barzelletta del comunismo va bene per chi ha il potere il popolo non conta un cazzo non so se ti ricordi l’unione sovietica noi siamo uguali e la Germania fa la parte della Russia

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  2. Perche l’europa e’ stato ed’e’ un carrozzone politico al soldo della germania che in realta non ha oppositori compreso il ns pinocchione Renzi che fa solo chiacchiere. Un esempio. L’Europa ha emesso una direttiva che stabilisce le dimensioni dei WC. Ebbbene l’unica ditta che gia’ li produce e’ tedesca. Le ditte di altri stati dovranno investire molto denaro se vogliono produrre gli stassi modelli. Non parliamo poi dell’immigrazione selvaggia che tocca praticamente solo l’Italia. Meglio fuori da questa Europa.

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  3. Sono d’accordo con te.
    Infatti è anni che dico questa cosa al bar dei ceti proprietari, ma nessuno aveva mai compreso appieno l’estratto non sintetizzato nella visione di una centrifuga di massa agli antipodi neonazionalisti di una comunità precaria. Ma secondo te, enfatizzando i massimali e riducendo i minimi si otterrebbe un risultato ottimale ?

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